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Fra i diversi elementi che caratterizzano il paese Longiarù, come l’ambiente contadino con i tipici insediamenti rurali les Viles l’affascinante paesaggio naturalistico e il parco naturale Puez-Odles, emerge anche la splendida Valle dei mulini. I mulini messi in funzione oggi esclusivamente a scopo dimostrativo, costituiscono una viva testimonianza di una cultura antica. Nella loro natura rappresentano un’infrastruttura indispensabile per il tempo, in cui gli abitanti vivevano esclusivamente della rendita agraria. In seguito ad un forte sviluppo socio-economico negli ultimi decenni, molte cose sono cambiate per la popolazione della valle e in modo particolare per i contadini. Soprattutto i mezzi per la sopravvivenza sono stati modernizzati e spesso si tende a dimenticare l’importanza che i mulini hanno avuto per molti secoli. Nella valle di Longiarù ci sono ancora oggi circa 30 mulini ad acqua che funzionano grazie agli ingegnosi sistemi di paratoie, ai canaletti di legno e alle traverse. Quelli meglio conservati si trovano nella frazione di Miscì/Seres e sono una viva espressione della cultura materiale delle genti ladine e testimoniano di un recente passato di indipendenza economica ed autosufficienza alimentare. Quello che ne rimane è un vero e proprio museo all’aperto. Per rianimare l’antica tradizione dei mulini si organizza ogni anno ad agosto la Festa dei mulini. In quest’occasione c’è la possibilità di visitare diversi mulini in funzionamento ed assistere al lavoro del mugnaio. Si offrono inoltre specialità tipiche del posto (e altri cibi). Una piacevole passeggiata dal centro di Longiarù porta direttamente nella valle dei mulini, raggiungibile anche dal bivio della strada di Seres – Miscì per Pares, seguendo il sentiero nr. 4. Durante gli anni 1999, 2000e 2001, tramite un contributo europeo, gli otto mulini di Seres sono stati restaurati e si è inoltre provveduto al restauro della teleferica ad acqua lungo il rio Seres. Il percorso attrezzato per la visita ai mulini è rivolto al mantenimento e alla valorizzazione del quadro paesaggistico tradizionale!
In Alto Adige è difficile trovare un torrente di montagna dove ci siano ancora così tanti mulini come lungo il rio di Seres. Secondo delle ricerche si sono allineate lungo questo torrente, su una lunghezza di ca. 8 km, fra mulini, segherie, impianti a fune,...più di 40 infrastrutture. Si può ritenere che ogni maso o gruppo di masi possedesse un tempo un proprio mulino. Oggi, di tutti i mulini ancora 1/5 è in buone condizioni, alcuni sono scomparsi totalmente, altri sono molto danneggiati. I mulini sono delle costruzioni in legno costituiti da una struttura lignea che appoggia su di uno zoccolo in muratura; l’interno è solitamente suddiviso in 4 livelli: il livello seminterrato e vi si trova l’entrata dell’albero della ruota, il livello dell’entrata, il livello delle macine e il livello che occupa la stanza del mugnaio. E’ difficile dire a quando risalgono i primi mulini, si può comunque desumere, fra la fine del 1700 e il 1915. Però alcuni mulini sono senz’altro più vecchi. Solo un unico mulino porta la data del 1936; dopo quest’ultimo non è più stato costruito nessuna altro mulino. Da luglio a metà settembre si organizzano settimanalmente visite guidate alla Valle dei Mulini di Seres, escursione che viene integrata con la visita delle Viles di Longiarù. Informazioni e prenotazioni presso l’Associazione Turistica di San Martino in Badia.
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